Gabriele Pasini
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Gabriele Pasini

Romagnolo di nascita, è un ferreo sostenitore del Made In Italy e seguace della sartoria Napoletana, prima di diventare fashion designer Gabriele è maestro d’arte. Da ragazzo ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica Gaetano Ballardini a Faenza.
Ha sempre avuto una innata attitudine verso la sartoria, che ha sviluppato professionalmente negli anni grazie ad una formazione sartoriale e artigianale acquisita presso noti sarti partenopei. Apprendendo così tecniche stilistiche sulla perfetta costruzione della giacca, e stimoli nella ricerca di forme e materiali.

Si definisce viaggiatore del mondo, e tra i suoi riferimenti più alti possiamo nominare Yves Saint Laurent, di cui ha apprezzato l’eleganza, la nobiltà d’animo e la contemporaneità; con il suo classico e impeccabile modo di vestire, contraddistinto da un tocco di malinconia e insoddisfazione.
Ritrova continuamente le sue principali fonti di ispirazioni nelle sue origini, nella territorialità e nella cultura Italiana.

Apre il suo primo negozio a Modena 25 anni fa. Nel 2012 sigla la joint venture con Lardini, che produce e distribuisce tutt’ora il marchio Gabriele Pasini in Italia e all’estero. E grazie a questa collaborazione nel 2017 viene inaugurato a Milano il primo Flagship Store Lardini e Gabriele Pasini.

Brand identity

Un Dna inconfondibile che ritrova la sua genesi nel classicismo artigianale della sartoria napoletana e che evolve stagione dopo stagione grazie alle contaminazioni dalle tendenze contemporanee, filtrate e interpretate dallo stilista. Artigianato, Made in Italy e KM 0, che nella moda si traducono in eticità e sostenibilità, sono le tre definizioni che si possono attribuire allo spirito delle sue creazioni. Caratteristiche che trovano riscontro nella perfetta costruzione e vestibilità dei capi, che vengono costantemente aggiornate per dare una risposta sempre coerente alle evoluzioni rapidissime della moda.

Il brand Gabriele Pasini è riconoscibile dal simbolo a forma di teschio che ritroviamo sui revers di giacche e cappotti, e dalle ultime stagioni anche in fantasie riprodotte sui tessuti.
Il teschio è volutamente rappresentato di profilo, e non frontalmente, in quanto interprete di un messaggio rivolto al futuro, alla vita in contrapposizione allo stereotipo identificativo di questo simbolo.

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